il mondo in una storia

e quel che accadde nel frattempo

san paolo | 218 pagine | euro 18,00
prima edizione settembre 2019
isbn 9788892219762

per ragazzi di 11/14 anni

di storia ce n’è una sola, altrimenti si raccontano storie, ma pur restandole fedeli, con nomi, date e luoghi ben precisi, la si può raccontare in mille modi diversi. questo libro la ripercorre in quarantotto passi, attraverso gli sguardi di chi l’ha vissuta, a volte l’ha subita o semplicemente l’ha vista transitare.
dalla prima persona di cui si conosca il nome, al primo che sulla luna non mise piede... da chi annotò ogni cosa nel suo libro di bordo, a chi riempì le pagine del suo diario... donne, uomini, ragazzi, principesse e cavalieri degli ultimi cinquemila anni.
vado a scoprir l'america
< ...tra i popoli che non si erano lasciati sottomettere e convertire nemmeno da carlo magno ci furono quelli dell’estremo nord dell’europa, dove anche allora faceva freddo come oggi, con gli inverni bui e interminabili e le estati fugaci con il sole di mezzanotte, senza però gli agi della nostra epoca. erano i normanni, il cui nome significa proprio uomini del nord, e li conosciamo anche come vichinghi.
erano alti, forti e robusti, i vichinghi; erano pagani e i loro dei si chiamavano odino, freyr e thor; erano abili navigatori pur non conoscendo la bussola. un po’ mercanti, un po’ pirati, li si immagina spesso con dei grossi elmi sulla testa bionda, con le corna, ma questo fa più parte della fantasia che della storia. tuttavia, se vogliamo figurarceli così, può andar bene lo stesso.
fu il condottiero normanno erik thorvaldsson, detto il rosso per il colore fiammante dei suoi capelli, a raggiungere per primo la groenlandia, consegnando così al mito la propria figura. il vichingo naddoddr arrivò invece in islanda e proprio in quell’isola remota, lassù tra i ghiacci – islanda significa infatti terra ghiacciata – nacque bjarni herjólfsson.
come tutti gli abitanti delle isole, bjarni aveva ben presente fin da giovane il concetto di terra, così chiaramente delimitata dal mare, e quello di viaggio, che era l’unico modo per mantenere il contatto con la gente degli altri paesi. non perdeva occasione, allora, per imbarcarsi e partire, con la scusa di andare a far visita a questo o quel lontano parente, lungo le coste della scandinavia, o su qualche altra isola del mare del nord.
nell’anno 986, di ritorno da un viaggio in norvegia, bjarni scoprì che il padre non era rimasto ad attenderlo lungo la costa islandese, per gustarsi insieme a lui una zuppa di aringhe, ma se ne era andato a sua volta in groenlandia, da erik il rosso. il giovanotto non scaricò nemmeno il materiale dalla nave, ma la fece rifornire, quindi senza esitare mollò gli ormeggi e riprese il largo per raggiungere i due. ma se il tempo fino ad allora era stato clemente, quel giorno il cielo si incupì e dei forti venti lo spinsero fuori rotta.
navigare nella tempesta non è mai particolarmente agevole e non lo era nemmeno per gli esperti vichinghi, ma certo nessuno si tirava indietro quando accadeva. fu così che bjarni lasciò che il destino lo trasportasse, finché non tornò il sereno, le onde si placarono e il sole illuminò una costa non troppo lontana, con boschi e colline, tuttavia con una conformazione ben diversa da quella conosciuta della groenlandia, che certo non poteva essere cambiata in così poco tempo.
lui non poteva saperlo, ma i suoi erano i primi occhi europei a vedere il continente americano. che nemmeno si chiamava ancora america e sarebbe stato così ancora per mezzo millennio. se se ne fosse reso conto, forse oggi al di là dell’atlantico, sulle carte geografiche avremmo la herjólfssonlandia, che non è proprio la stessa cosa... quelle coste erano i territori del labrador e di terranova, che sono due cani bellissimi, ma anche due regioni del canada...
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© andrea valente