accadde cinquant’anni fa, minuto più, minuto meno...

un lunare sulla terra

che ci si voglia credere o no, ormai tutti sanno che il primo bipede terrestre di specie umana a posare la suola del suo stivale sulla superficie lunare fu il celebre neil armstrong quella notte tra il venti e il ventuno luglio di quarantaquattro anni fa. lui e il suo fido buzz aldrin, pilota del modulo lunare, mica di un’utilitaria qualsiasi...

tutti lo sanno ma nessuno sa – e se lo sa non lo vuol dire – chi fu il primo lunare a porre piede quaggiù, sul nostro bel suolo terrestre, un po’ asfaltato un po’ no. che poi bisognerebbe anche verificare che i lunari li abbiano, i piedi, e quanti. ne va della loro prima passeggiata.

di sicuro l’arrivo di questo essere – ma sarà stato da solo, o pure lui accompagnato da un fido pilota di modulo terrestre? – non poteva che essere programmato di lunedì, lo dice la parola stessa, che però non si chiama mica lunedì, sulla luna e tra i lunari. è opinione dei più che il primo giorno della settimana satellitare si chiami terradì, che rende anche un certo senso di reciprocità. varrebbe però la pena verificare se le settimane lassù durino sette giorni come le nostre e non siano, invece, delle ottimane un po’ più lunghe o delle quattrimane, che al mercoledì comincia il week end. in questo secondo caso saluto tutti e mi trasferisco.

posto, comunque, un lunedì come giorno dello sbarco, ecco che abbiamo tolto gli altri sei giorni che, moltiplicati per il numero di settimane all’anno e per il numero di anni che ci va, danno come risultato un considerevole risparmio di tempo: qualcosa come l’ottantacinque virgola sette uno quattro percento.

secondo aspetto da considerare è la presenza nel cielo stellato di una luna piena piena, come piace ai fidanzati, agli astrofili e anche ai lunari in trasferta che, con il naso all’insù, possono guardare casa e fare ciao con la manina. sai che fregatura se, dopo tutto quel viaggio, il primo lunare sulla terra vedesse il proprio piccolo mondo scomparso nel nulla? sai che disperazione?!

ora, tutti sanno che la luna piena piena ce l’abbiamo una sola volta ogni ventotto giorni, che vuol dire una volta ogni quattro settimane e abbiamo tolto un altro settantacinque percento di possibilità di approdo al quattordici virgola due otto cinque che avevamo. aspetta che prendo una calcolatrice.

fatto: tra tutti i giorni nella storia dell’umanità, solo il tre virgola cinque sette uno percento di essi parrebbe idoneo a un viaggio da lì a qui: tredici giorni all’anno, poco più di uno al mese. in inverno nevica, da dicembre a febbraio e i lunari non sanno sciare: non hanno mai nemmeno partecipato alle olimpiadi! marzo è pazzerello ed eviterei; aprile e maggio sarebbero due ottimi mesi, ma è piena primavera, i fiori sbocciano e se l’astronave atterra in un’aiuola son guai. in giugno, luglio e agosto ci sono le vacanze e non è che questi arrivano quando tutti sono al mare... a settembre comincia la scuola e qualsiasi mente pensante ne starebbe alla larga, a ottobre piove e a novembre c’è la nebbia...

ho capito. ogni scusa è buona per non venire sulla terra, antipatici lunari e, se per caso si trovasse un giorno senza controindicazioni, eccoti quello che si lamenta che non si trova mai parcheggio.

ho capito e secondo me, in quell’estate del sessantanove, stufi di aspettare che venissero a farci visita, siamo andati noi bipedi terrestri a fare un giro da loro. tutto sommato, meglio così.

© andrea valente