sei mai stato a mondovì?

con l'accento sulla i

un tal dì, con l’accento sulla i, un bel tipo col pallino di girare le città, con l’accento sulla a, fece un giro fin lassù, con l’accento sulla u, e senza chiedersi perché, con l’accento sulla e, disse:

«per un po’, senza accento ma con l’apostrofo, mi fermo qui.» e lo disse senza accento sulla i, che quel tipo un po’ così, con l’accento sulla i, aveva fatto l’università, con l’accento sulla a, e sapeva tutte le regole di grammatica.

prese l’accento sulla i, che sul qui non ci va, lo ripose nel taschino del paltò, con l’accento sulla o, e piccino com’era ci stava anche largo.

col sorriso sotto i baffi e con gran soddisfazione il bel tipo si accomodò, con l’accento sulla o, a un tavolino del caffè, con l’accento sulla e, e si fece servire un tè, anche quello, non c’è dubbio, con l’accento sulla e.

tutto intorno, ti dirò, con l’accento sulla o, gli abitanti discutevano, borbottavano e rimbrottavano, tanto che il tipo, curioso come tutti i viaggiatori, si mise ad origliare.

l’argomento in discussione era il nome del paese ed il sindaco in persona, non sapendo cosa fare, chiese aiuto niente meno che a quell’ospite inatteso.

lui, attento e puntiglioso, chiese tempo per pensarci su poi, quasi colto da ispirazione, mise il dito nel taschino del paltò, con l’accento sulla o, e da lì, con l’accento sulla i, estrasse il piccolo accento e lo fece osservare ai presenti.

«che mondo è – disse con l’accento sulla e – un mondo senza accento?»

«e che paese è – disse ancora, di nuovo con l’accento sulla e – un paese senza accento?»

la gente tutt’intorno però, anche questo con l’accento sulla o, non sembrava capire alcunché, con l’accento sulla e.

«questo posto quassù, con l’accento sulla u, per chi vive in città, con l’accento sulla a, sembra la cima del mondo e, oibò, con l’accento sulla o, merita davvero un accento anche lui.»

«io – continuò, con l’accento sulla o – un accento ce l’ho, senza accento che l’acca poteva bastare, e ve lo dono volentieri!»

dalla folla cominciarono ad applaudire ed anche il sindaco, sospirando, si rallegrò, con l’accento sulla o.

da quel dì, con l’accento sulla i, nel paesino lassù, con l’accento sulla u, il nome della città, con l’accento sulla a, ha un accento di più, con l’accento sulla u.

e chi passa di là, con l’accento sulla a, quando legge sul cartello benvenuti a mondovì non può fare a meno di lanciare un sorriso a quell’accento molto bello sulla i.

© andrea valente