chissà cosa si prova, a fare il giro del mondo...

comandante, comandante!

«comandante, comandante – esclamava tonino, correndo sulla riva del fiume guadalquivir – portami con te!»

«ammiraglio, capitano!» strillava, per farsi sentire dal comandante, tutto intento a controllare le sue cinque belle caravelle, pronte per salpare.

«comandante!» e finalmente il comandante si voltò. non ti dico l’emozione che ribollì in tonino, a incrociare lo sguardo con ferdinando magellano, comandante, impazienti entrambi di prendere il largo per il primo circumnavigante giro del mondo.

«suvvia, comandante – provò a insistere – portami con te! son piccino e prometto che non ti sarò d’intralcio o d’impiccio.»

magellano scrutò questo giovanotto impertinente, cercando di intuirne qualche talento per cui valesse la pena imbarcarlo. del resto si era nel cinquecento e le vacanze in crociera sono più roba dei giorni nostri. nei secoli andati chi stava a bordo doveva rendersi utile per la navigazione, o sarebbe stato lasciato in pasto ai pesci di qualche oceano.

«comandante...»

«conosci il cielo e le costellazioni? – lo interrogò lui – ti sai orientare con le stelle?»

«certo che no!» rispose, sicuro, il giovane tonino.

«conosci i venti e le correnti dei mari?»

«men che meno, comandante!»

«sai remare, giovanotto? sai issare e ammainare le vele?»

«troppa fatica, magro e gracile come sono.»

«sei medico? sei cuoco? sei qualcosa che possa sfrizzolare la mia fantasia, o mi stai solo facendo perdere tempo prezioso?»

si fece serio, tonino, ma era una di quelle serietà sorridenti, che finiscono sempre per intrigarti e metterti il buonumore.

«io so scrivere, comandante – esclamò, non senza una bella dose di fierezza – e se mi porti con te racconterò la storia del tuo viaggio, che partire senza dirlo a nessuno è come non esser mai andati.»

impossibile dargli torto e magellano aggiunse l’esile antonio pigafetta tra i membri dell’equipaggio, affidandogli il bel ruolo di cronista di bordo. e le cinque caravelle poterono salpare verso occidente.

un salto alle isole canarie, una partita a pallone sulla spiaggia di copacabana, poi giù, lungo la costa del brasile fino alla terra del fuoco, quindi barra a dritta e in bell’ordine una dopo l’altra dentro lo stretto di magellano – guarda la coincidenza! – sotto le nubi di magellano, fino ai primi spruzzi dell’oceano pacifico, che dal big bang a oggi deve essere stato pacifico quel giorno soltanto. infine mare aperto e onde di venti metri, fino alle filippine, all’isola di mactan, per la precisione, che erano già passati quasi due anni di viaggio.

«comandante, comandante! – strillò pigafetta, cercando di ottenerne l’attenzione – scendi tu, con la ciurma, a conquistare l’isola e l’arcipelago intero, ma io ho bisogno di una mezza giornata tranquilla, per mettere in ordine gli appunti di tutti questi mesi e scrivere qualche capitolo in bella copia, altrimenti finisce che confondo le date, i nomi e i luoghi...»

fu così che tonino rimase a bordo.

ma gli indigeni sulla spiaggia non erano molto dell’idea di lasciarsi colonizzare così, per vedere l’effetto che fa, tanto che uno di loro sfoderò una scintillante scimitarra, alzò con due dita la barba del comandante, gli sbottonò il colletto della camicia e da un orecchio all’altro gli segnò un solco lungo il viso come una specie di sorriso.

«comandante!» esclamarono, sorpresi, i marinai. ma quello, morto com’era, non rispose né allora né mai. e i marinai, per non essere da meno, furono fatti fuori pure loro. tutti, tranne tonino e quei pochi rimasti a bordo a pelare patate e preparare il rancio.

vista la situazione piuttosto imbarazzante, i poveretti si intesero con uno sguardo: levarono le ancore di una delle caravelle e fuggirono a vele spiegate, doppiando la punta meridionale dell’india, doppiando il capo di buona speranza nell’estremo sud del continente africano, un’altra sosta alle isole canarie e poi di nuovo lungo le rive del guadalquivir, dove il viaggio intorno al globo terracqueo fu completato e raccontato in corsivo da pigafetta tonino, cronista di bordo, con la storia di ferdinando magellano, comandante, primo uomo a fare il giro del mondo, che il giro del mondo non lo fece mai.

© andrea valente