prima che arrivi e si porti via le feste...

la più befana del reame

«specchio, specchio delle mie brame – recitava con fare ispirato la befana ogni sera, prima di coricarsi – chi è la più bella del reame?!»

lo specchio, chiaro, sincero e con la coscienza limpida, appunto, come uno specchio, non si faceva pregare e con perfetta dizione decretava che...

«la più bella non sei tu, befana mia cara, ma è la regina, perfida e maligna.»

«riprova – concludeva – sarai più fortunata.»

e buonanotte.

la befana, però, imperterrita e tenace, la sera seguente era di nuovo lì, sorridente di fronte al suo fidato specchio e:

«chi è... dimmi chi è la più bella... la più bella del reame!»

ovviamente lo specchio rispondeva sempre allo stesso modo e – resti tra noi – non è necessario essere uno specchio fatato per accorgersi che le befana non era per nulla la più bella, anzi! e di sicuro lo sapeva anche lei, che comunque al tramonto si ripresentava vestita a festa:

«specchio, specchiettino mio caro, dimmi, dimmi chi è la più bella del reame?»

nulla. la più bella continuava a essere la regina cattiva e non si vedeva motivo perché le cose dovessero cambiare.

finché un giorno, non si sa come, né si sa perché, lo specchio rispose alla solita domanda con un tono inconsueto.

«non più la regina è la più bella, bensì...»

non ti dico lo sguardo della befana, che subito si diede ancor più tono del solito, assestò le trecce grigiastre e verificò il trucco. il cuore le batteva che sembrava la batteria in un concerto rock.

«allora dimmi – gli chiese – se non è la regina, perfida, maligna e da oggi anche bruttina, chi sarà mai adesso la più bella del reame?»

la risposta non poteva che essere una, infatti...

infatti no.

per niente!

per nulla!!

«la più bella tra le belle – esclamò lo specchio – del reame tutto intero...»

suvvia, specchio! taglia corto, che la befana non ha mica tutto questo tempo. in più le si scioglie il trucco per l’emozione.

«la più bella del reame – ri-esclamò lo specchio – è nientemeno che la giovin biancaneve! snow white in inglese. schneewittchen in tedesco e chi lo riesce a pronunciare è bravo. blanche neige in francese.»

«bella come lei – concluse – non c’è nessuno davvero!»

la befana ci rimase con un palmo di naso bitorzoluto. questa volta credeva davvero di avercela fatta. invece no: c’era sempre qualcuna più bella di lei!

«sai che ti dico? – brontolò, rivolgendo allo specchio uno sguardo truce – forse non sarò tanto bella da essere la più bella tra le belle, ma...»

ma?!

«ma...»

e dai, befana, non metterti anche tu a tentennare!

«ma – sentenziò, dopo un profondo sospiro – io... io piaccio!»

ed era vero. da tantissimi anni ormai, quasi da sempre, la befana piaceva a tutti: grandi e piccini, nonni e bambini. nonostante fosse bruttina, spettinata e con le scarpe rotte, piaceva un sacco a tutti e il suo sacco piaceva ancor più di lei, a parte quando era pieno di carbone.

figurati che la befana piaceva anche al suo amico specchio, che però non per questo poteva mentirle e dire che era anche bella.

felice e soddisfatta, orgogliosa di piacere, la befana sbirciò l’orologio, che si era fatto ormai tardi. si infilò il pigiama, poi da sotto le coperte volse lo sguardo allo specchio e:

«specchio, specchio delle mie brame...» recitò.

oh no! ci risiamo!!

invece lasciò la frase in sospeso, che ormai di essere la più bella non le importava nulla. lanciò un bacio che, smack, si stampò sul vetro e sorridendo si mise a dormire.

buona notte. anzi, bella notte. anzi di nuovo, piacevole notte a te!

© andrea valente