già che arriva la brexit...

questo racconto è tratto dal libro favole dell'ultimo minuto

il gallo d'inghilterra

il gallo, chicchirichì, cantava allegro ogni mattina, alle prime luci dell’alba.

un giorno, sempre all’alba, cockadoodledo! cantò allegro chissà chi.

era un gallo pure lui, come tutti i galli che prima di colazione si alternavano a fare chicchirichì: con la cresta e il bargiglio, con la coda variopinta e il becco aguzzo, solo che anziché chicchirichì lui cantava cockadoodledo, come se fosse la cosa più normale del mondo.

il pollaio entrò in subbuglio, le galline fecero tutte coccodè, i pulcini fecero pio pio e le uova non fecero nulla. come era possibile che due galli così uguali dicessero cose tanto diverse?

il fatto è che si trattava di un gallo inglese, arrivato chissà perché, senza intenzione di dar troppo disturbo, tanto che salutò educatamente cantando cockadoodledo, che in inglese vuol dire chicchirichì, solo che nessuno lo sapeva.

pio pio, fecero i pulcini, felici di avere un ospite così esotico tra loro. coccodè, fecero le galline in segno di saluto e di benvenuto. fecero tutte coccodè, dalla prima all’ultima, anzi, alla penultima, perché l’ultima fece oh e sbatté pure le alette. la pollastra si era perdutamente innamorata di quel fascinoso straniero, tanto da far ingelosire il gallo, che di nuovo fece chicchirichì.

pur non capendoci granché, il gallo d’inghilterra intuì che la gallinella aveva intenzioni serie. non ci pensò due volte, le fece gentilmente un inchino e se ne svolazzò da dove era venuto.

© andrea valente