alla fine di quest’anno scolastico siamo un po’ più sumeri o un po’ più somari?!

il somaro sumero

secoli, decenni ed anni fa, quando all’università ci andavano in pochissimi e al liceo in pochini, due asini se ne stavano tranquilli in campagna a sgranocchiare erba e foglie, senza pensare neanche per un momento di andare a scuola, né al liceo e tanto meno all’università.

gli asini sono asini – pensavano – e se si mettono in testa di sapere questo e quello che asini sono?!

il ragionamento non faceva una grinza e per tenere allenata la loro ignoranza, ma anche per passare il tempo, i due si ponevano un sacco di domande e facevano a gara a chi ne sapeva di meno.

quante foglie ha la betulla nel giardino dello zio, se lo zio avesse il giardino?

chilosà!? (tutto attaccato, mi raccomando)

come si chiamava il sindaco di gallipoli nel milleottocentosei?

mah!

quanti anni avrà un tipo fra vent’anni, se oggi non si sa quanti anni ha?

non saprei!

da chi si faceva tagliare i capelli il famoso barbiere di siviglia?

chissà!?

il passatempo a quei due asini piaceva un sacco e li faceva sentire davvero importanti, tant’è che avevano una mezza idea di organizzare un gioco a quiz o una rubrica sulla settimana enigmistica.

quanti pinguini sono svegli se gli altri dormono?

boh!

quanto fa sei diviso qualcosa più qualcos’altro e mezzo?

?!?

quando spuntò il dente del giudizio al terzo re dei sumeri?!

il giorno e l’anno non lo so – rispose un asino, forse soprappensiero – ma so per certo che erano le tre e dodici del pomeriggio...

ci fu un attimo di imbarazzato silenzio...

«hai risposto!»

«non del tutto – provò a giustificarsi l’altro – non ho detto il mese!»

ma ormai la frittata era fatta ed il gioco si interruppe.

che asino poteva essere un asino che rispondeva alle domande?

«somaro!» lo insultò l’asino e se ne andò imbronciato, lasciandolo lì.

il bello è che l’asino, ignorante com’era, non sapeva che somaro volesse dire asino ed il somaro, che certo non ne sapeva di più, ignorava che asino volesse dire somaro. e quando c’era da brontolare ed insultarsi un po’, uno dava dell’asino all’amico e l’altro gli dava del somaro.

bravi asini!

o somari...

© andrea valente