questo racconto è tratto dal libro piccola mappa delle paure

è halloween è non c’è da star tranquilli...

paura del buio

viveva, lassù, un tipo che se ne stava al buio.

al buio davvero, voglio dire, non in penombra o nell’oscurità. buio pesto, denso, buio e basta, senza stelle nel cielo né un lumino pur fioco in lontananza. buio senza ombre, di giorno e di notte. in estate e in inverno. buio al caldo e buio al freddo.

da sempre viveva così, quel tipo, senza lamentarsene affatto.

gli oggetti, in quel buio impenetrabile, se ne stavano rigorosamente ognuno al proprio posto, nell’attesa di essere afferrati e poi riposti in perfetto ordine, che vien persino da sorridere al pensiero che tenere le cose in ordine al buio serva davvero a qualcosa.

buio, insomma, buio e nulla più.

passò un tal giorno, nel buio, un ragazzino. cosa ci facesse non si sa, né nell’oscurità era possibile intuirne la provenienza o la direzione, l’altezza o l’età, il colore degli occhi e dei capelli. dalla voce, però, si capiva che di un ragazzino si trattava.

«non hai paura del buio?!» chiese, infatti, cercando non so come di guardare il tipo fisso negli occhi, come nei casi delle domande importanti.

«buio? – borbottò lui, con tono pensieroso – non saprei. cos’è il buio?»

la sorpresa avvinghiò il ragazzo. che un tipo da sempre vissuto nel buio non sapesse cosa fosse il buio era qualcosa di inaspettato. come se un pesce non sapesse cos’è l’acqua... ma l’espressione e la pacatezza delle parole lasciavano intuire che non scherzava.

«il buio! – riprovò il ragazzo – non vedi che è buio dappertutto? quassù non c’è altro che buio, come fai a non accorgertene?»

«in realtà non vedo niente...» ribatté lui. e certo non gli si poteva dar torto, con tutto quel buio.

il dialogo terminò lì, quasi inghiottito pure lui dal nero. il ragazzo se ne andò, non si sa se proseguendo il cammino o ritornando da dove era arrivato, e il tipo rimase come da sempre lassù nel suo buio.

qualcosa, però, si era infilato nei suoi pensieri e non tardò a riaffiorare poco prima di prendere sonno.

«il buio – pensava – cosa sarà mai questo buio...?» un brivido di paura lo avvolse e la notte, quella notte, trascorse più lunga e più buia del solito.

© andrea valente