questo racconto è tratto dal libro vedo nero

e dopo il black friday, un racconto piccolo e nero…

calimero

era la sera di san calimero e un pulcino nero si trovava a zampettare ai bordi della foresta, quand’ecco che un lupo gli si avvicinò con fare sospetto, con l’apparente sola intenzione di fare due chiacchiere.

«che occhi grandi, che hai!» ululò.

«non è vero.» ribatté il pulcino, senza pensare che contraddire un lupo poteva non essere una buona idea, in nessun momento, per nessuna ragione.

«che orecchie grandi, che hai!» riprovò il lupo.

«non è vero.» ripeté il pulcino, di nuovo con fare piuttosto sfacciato, più incosciente che coraggioso...

«che piedi grandi, che hai!» ruggì.

«ti ho detto che non è vero – si alterò il piccolo – non è vero, non è vero!»

«ce l’hai con me solo perché sono piccolo e nero – continuò – che ingiustizia, però...»

tanto piccolo, che per cena il lupo ne avrebbe dovuti sbranare cinquantasei e lui era uno soltanto. tanto nero che, fatti due passi nella foresta di lui si perse ogni traccia e il lupo rimase lì, senza più nessuno con cui chiacchierare, né da sgranocchiare come antipasto.

© andrea valente