natale per me fa rima con babbo...

nel paesino lassù

quando babbo era babbo e nulla di più

viveva tranquillo nel paesino lassù

a due passi dal polo, sotto un metro di neve

dormiva beato e il suo sonno era lieve.

finché un giorno il postino alla porta bussò

per portarne di buste, anche più di un bel po’.

eran tutte per babbo, per un babbo speciale,

su ognuna era scritto: caro babbo natale.

babbo bevve un caffè e si mise gli occhiali,

poi curioso lesse quei messaggi postali

spediti a migliaia da bambini e bambine

di villaggi lontani o città più vicine.

e ognuno di quelli, con scrittura curata,

conteneva un messaggio o una parola studiata

per chiedere a babbo natale un bel dono,

un regalo, un pacchetto o qualcosa di buono.

beh, però, mah, perché, già, chissà

questo babbo natale: chi è, chi lo sa?

tutto intorno non c’era nessuno, per cui

babbo natale, è evidente, doveva essere lui.

e così di gran lena si mise al lavoro

a cercare una strenna per ognuno di loro

e a infilare con cura in tutti i camini

pacchetti e regali per tutti i bambini.

dicembre è da sempre un mese speciale

ma da allora babbo è babbo natale.

e anche grazie a lui, dall’equatore al polo,

nessuno più si sentirà solo.

© andrea valente