questo racconto è tratto dal libro vedo nero

i giorno 26 di dicembre del 1908 il gigantesco jack johnson fu il primo pugile di pelle scura a conquistare il titolo di campione del mondo dei pesi massimi.

il pugno nero

grande e grosso com’era, jack era temuto da tanti, e tenuto a distanza, che un pugno dei suoi ti avrebbe steso per sempre. uno, due pugni, un gancio, un uppercut, un diretto... fu proprio la boxe a strappare jack al duro lavoro, che un nero per quello nasceva, cento e più anni fa.

cominciò battendosi sul ring con altri neri come lui, ognuno alla ricerca di un varco da squarciare nella vita, come lui, a forza di pugni sul muso. ognuno finito al tappeto, per il divertimento del pubblico bianco, ma non lui, che rimaneva in piedi, vincitore.

era il 1908, quando il gigantesco jack si trovò finalmente faccia a faccia con uno molto meno nero di lui, guantoni contro i guantoni. finalmente per i bianchi, ansiosi di dimostrare la propria supremazia; finalmente per i neri, desiderosi di scalfirla.

il bianco tommy era grosso tanto quanto, con i suoi muscoli rosa. in palio c’era il titolo di campione del mondo, che non era poca cosa nemmeno allora. vinse il nero, tra il cupo silenzio della folla.

era il 1910, quando il campione jack si trovò a combattere quello che passò alla storia come l’incontro del secolo, con tutto che ci sarebbero stati altri novant’anni, dopo di allora, di pugni, vittorie e sconfitte, sul ring e nella vita.

questa volta di fronte c’era il bianco pugile james, peso massimo come lui, che aveva da poco terminato una carriera immacolata, da imbattuto. il mondo intero rimase con il fiato sospeso.

si combatterono quindici interminabili round, un gong dopo l’altro, uno sopra l’altro, uno contro l’altro, senza che nessuno dei due cedesse, finché ad arrendersi fu l’angolo del bianco james, lanciando la spugna e ammettendo la sconfitta.

restò nero, il futuro dei neri, ma quella crepa aperta da un pugno sul muso lasciò filtrare un raggio di luce.

© andrea valente