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questo racconto è tratto dal libro favole dell'ultimo minuto

l’estate è arrivata, con il suo caldo e la sua voglia di un po’ di ombra...

il leone e il baobab

il leone se ne stava appisolato all’ombra del baobab.

«sono il leone – ruggiva ogni tanto, per sgranchire le tonsille intorpidite – re della foresta!»

«sono il leone – ruggiva ancora, per arieggiare l’ugola – re degli animali.»

«e tu chi sei?» disse, d’un tratto, alzando lo sguardo verso l’enorme pianta.

«dici a me?» chiese il baobab, sorpreso.

«sì, dico a te, tu chi sei?»

ci fu un attimo di comprensibile imbarazzo. le piante, si sa, non sono solite mettersi a chiacchierare, tanto meno con il leone in persona.

«sono il baobab – rispose, timidamente – il re degli alberi!»

il leone rizzò l’orecchio destro.

«il cosa?!» ruggì.

«il baobab – ripeté l’albero, scandendo meglio le parole – re di tutte le piante, ancor più di quelle della savana! non lo vedi quanto sono grande?»

il leone si alzò in piedi, stiracchiò i muscoli, fissò il tronco con sguardo severo, quindi ruggì più forte che poteva:

«tu, un re?! – esclamò – impossibile! di re qui ce n’è solamente uno. e senza dubbio alcuno quel re sono io, il leone, re della foresta!»

detto questo chiamò le guardie e fece tagliare l’albero all’istante, per farne legna per l’inverno.

soddisfatto, se ne tornò a pisolare all’ombra...

anzi no! l’ombra se ne era andata con il baobab e il re dovette rassegnarsi e trascorrere tutti i pomeriggi sotto il sole cocente.