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questo racconto è tratto dal libro sotto il banco

c’è chi scrive un diario, chi no e chi un po’...

il diario di cristina

ai tempi del liceo cristina scriveva un diario.

non era molto costante nel farlo, e capitava che passassero vari giorni senza aggiungere una parola a quelle pagine. però i momenti più significativi cristina li scriveva tutti, facendo anche particolare attenzione alla calligrafia.

non era un diario vero e proprio, nel senso che non vi erano elencati gli eventi, man mano che accadevano, né le persone che ogni tanto facevano capolino nella sua vita. piuttosto era una sorta di raccolta di sensazioni e stati d’animo trasferiti direttamente sulla carta senza alcun filtro.

cristina non rileggeva mai quello che aveva scritto, se non una volta, appena riposta la penna, per accertarsi che non ci fossero errori di ortografia.

il giorno prima del suo diciassettesimo compleanno, cristina ripose il diario nel cassetto della sua vecchia scrivania, che teneva chiuso a chiave, e non lo tirò più fuori.

anni più tardi cristina, che ormai abitava per conto suo, pensò di portare nel proprio appartamento quella scrivania, che adesso più che vecchia le sembrava antica.

fu così che tornò a capitarle tra le mani il diario, del quale si era quasi dimenticata.

lo prese non senza una certa emozione, e con curiosità, sedendosi, lo aprì. lesse le parole che aveva scritto sulla prima pagina, con una grafia che ormai non era più sua:

questo quaderno è di cristina e non è il caso che qualcun altro lo apra.

il tempo non aveva sbiadito l’inchiostro e quella frase, perentoria e minacciosa, era ancora di un nero brillante.

cristina ne fu sorpresa, e non poté evitare di pensarci su. e siccome non era del tutto sicura di essere ancora la cristina di allora, chiuse il quaderno e lo ripose con cura nel cassetto della scrivania, nascondendo la chiave sotto la base della lampada.