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fu lanciato il 10 luglio 1962, il primo satellite telstar che, seguito da altri della stessa serie, permise la trasmissione delle prime immagini, appunto, via satellite. fu una rivoluzione per il mondo della ricerca astronomica, ma anche, se non di più, per quello delle telecomunicazioni e da allora, almeno in tivù, la terra è un po’ più piccina.

buonasera di mattina

al mattino la tivù del mattino non trasmetteva gran che. anzi, non trasmetteva nulla di nulla, per essere precisi e pignoli, a parte una strana immagine a quadretti chiamata monoscopio, che nessuno sapeva cosa fosse, ma faceva rima con caleidoscopio e soprattutto con telescopio.

se volevi vederti un film prima di pranzo non c’era modo, che anche il cinema era chiuso, ma questo capita pure oggidì. non restava che la radio o un bel libro, che non è poi così male.

poco prima dell’ora di cena, puntuale, la tivù scaldava le sue valvole in bianco e nero e si metteva a gracchiare, svelando finalmente il bel volto della signorina buonasera che ti diceva, vista l’ora, davvero buonasera. altrimenti l’avrebbero chiamata signorina qualcos’altro e questo non le sarebbe piaciuto di sicuro.

e chi andava al cinema, alla prima proiezione, si perdeva lo spettacolo e peggio per lui.

mai una volta che dicesse buon mattino, la signorina buonasera, buona colazione o buone dieci e mezza. se per caso lo avesse fatto, certamente qualcuno la avrebbe scambiata per un monoscopio e non sarebbe stata la stessa cosa, non credi?

fatto sta che le giornate erano brevi assai, se viste dalle diciotto alla mezzanotte: sei ore appena, e alla signorina buonasera il mattino cominciò a mancare giorno dopo giorno sempre di più. le mancavano anche le sei del mattino, sebbene a quell’ora se ne stesse sempre a dormire. bel problema, perbacco, e non c’era buon libro che potesse venirle in aiuto.

finché un giorno, bello o brutto non lo so, tanto per cambiare un po’ l’ambiente circostante, la nostra signorina buonasera si trasformò in miss goodevening, prese un bastimento e se ne andò per qualche tempo a new york, dove i cinema sono aperti anche al mattino e si gioca a baseball a tutte le ore.

very good, signorina, buone vacanze!

ma quali vacanze?!

miss goodevening in america ci andò a lavorare, altroché, e un mattino, o un pomeriggio, o entrambe le cose insieme, la signorina buonasera disse buonasera in tivù, parlando dalla cima di un grattacielo e la sua voce passò l’oceano in un istante, rimbalzando anche un po’ sul satellite lassù. ma lo disse di mattina, senza dubbio, come indicavano tutti gli orologi della quinta strada.

ah, i trucchi del fuso orario.

però che genio, la signorina buonasera, o buon mattino, non lo so. aveva trovato un bel modo per dire buonasera di mattina senza essere presa per matta, alla faccia di tutti i monoscopi della tivù. e al ritorno, buonasera, disse ogni sera, ma con un sorriso di mattiniera soddisfazione.