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due ottobre, festa di tutti i nonni e di tutte le nonne!

anch'io

i nonni di olivia hanno una tradizione un po’ così.

non conosci olivia? beh, nemmeno io, ma cosa importa? è dei suoi nonni che stiamo parlando, e della loro balzana tradizione, quindi andiamo avanti.

sin da prima... da molto prima di quanto si possa immaginare, ogni anno il nonno scrive con bella grafia una frase alla nonna, per festeggiare l’anniversario della prima volta che si son detti ciao, con tanto di reciproci sorrisi.

la nonna la legge, arrossisce un po’, poi si apparta. prende un pezzo di carta e una penna d’oro e, con grafia altrettanto curata, gli risponde:

«anch’io.»

questo, da allora, succede ogni anno lo stesso giorno, che piova o tiri vento, sia che cada di martedì o di domenica.

il nonno pensa per settimane intere a cosa scrivere sul biglietto, perché ci tiene davvero a dedicarle ogni volta una frase diversa.

e mica frasi semplici, non ti credere! cose da far impallidire un poeta! se se ne tirasse fuori un libro lo comprerei subito.

una frase diversa da anch’io, invece, la nonna non l’ha scritta mai ma, va detto, ha sempre usato un foglio diverso, perché riutilizzare il biglietto dell’anno prima sarebbe stato poco romantico, tanto più che il nonno li conservava tutti gelosamente nel cassetto del comò.

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

«anch’io.»

ogni volta anch’io e sempre arrossendo un po’.

con il passare degli anni l’impresa del nonno diventava sempre più ardua, ma lui si impegnava al massimo ed alla fine trovava la frase ad effetto.

lei, imperterrita: «anch’io.»

l’altr’anno, ti dirò, il nonno si svegliò un po’ prima del solito, il mattino dell’anniversario. nel sonno gli era venuta in mente una bella idea così, soddisfatto, prima ancora di bere il caffè e di cavarsi il pigiama corse di là, prese carta e penna e compose il biglietto per la nonna.

poi lo piegò accuratamente in quattro ed andò da lei porgendoglielo.

lei, come sempre, lo aprì con timidezza e lesse, poi arrossì un po’ e...

e andò a scrivere anch’io, dirai tu. non ci vuole mica chissà che immaginazione!

invece no.

si avvicinò al nonno e gli diede un bel bacio sulla fronte poi, all’orecchio, gli sussurrò:

«lo sapevo!»

e i due si fecero una risata e passarono tutto il giorno in allegria.

vabbè, cosa ci sarà mai stato scritto sul biglietto del nonno, per provocare una tale novità?!

davvero lo vuoi sapere?

non è che se te lo svelo poi tu lo vai a dire in giro... in fondo sono affari del nonno e della nonna!

nel foglio, quel mattino, il nonno anziché una frase in rima baciata scrisse solo due piccole parole con l’apostrofo.

sai quali?! «anch’io!»

quei due si che vanno d’accordo!