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il prossimo potrebbe essere l'anno della tartaruga

la tartaruga e la formica

una tartaruga se ne stava tranquilla sull’erba a riscaldarsi ai tiepidi raggi del sole, quando una formica le si fermò proprio davanti al naso. va detto che lì per lì la tartaruga non l’aveva nemmeno notata, perché il tepore generava una certa sonnolenza e la sonnolenza una certa distrazione, ma le formiche sanno come non farsi ignorare e le due bestiole a un certo punto si guardarono dritte dritte negli occhi.

«non ti vergogni a startene lì al sole a far niente?» l’apostrofò subito la piccola, con tono tutt’altro che amichevole.

«non è vero che non faccio niente – borbottò l’altra – sto prendendo il sole, che è un’attività molto rilassante e te la consiglio senz’altro.»

non si era mai vista una formica ferma su un filo d’erba a prendere il sole e men che meno a far nulla, anziché lavorare senza interruzione dall’alba al tramonto. certo non sarebbe accaduto nemmeno quel giorno.

«far niente non è un’attività – brontolò infatti – altrimenti staremmo tutti qui a prendere il sole, fingendo di farlo per lavoro.»

«se almeno cantassi, come la cicala, faresti compagnia a me e alle mie compagne mentre lavoriamo. invece niente.»

«sono piuttosto stonata.» rispose, tranquilla, la tartaruga.

«se non fai le scorte necessarie – continuò la formica – voglio vedere come sopravvivrai quando arriverà l’inverno...»

«lo sai cos’è l’inverno, vero?!»

«ne ho sentito parlare.» rispose di nuovo, tranquilla, la tartaruga.

«non sognarti di venire a elemosinare da noi!» concluse la formica.

«morirai di fame e di freddo, altro che raggi del sole...» e la chiacchierata finì.

passarono i mesi, l’inverno arrivò e la formica, scavando la sua via nel terreno si imbatté nel corpaccione della tartaruga, anche lei rannicchiata sottoterra.

va detto che la tartaruga di nuovo non l’aveva per nulla notata, assorta com’era in un sonno profondo e in mille sogni leggeri, ma anche questa volta la formica si mise d’impegno per non passare inosservata.

«hai preferito i raggi del sole al lavoro?! – la redarguì con lo stesso tono poco amichevole della volta precedente – adesso son tutti affari tuoi, bellona. noi abbiamo i chicchi di riso e di grano raccolti in estate e tu cos’hai?! noi abbiamo abbastanza provviste per trascorrere questi freddi mesi senza problemi e tu cos’hai? noi così e cosà e tu come pensi di cavartela?!»

la tartaruga questa volta non rispose nulla. proseguì nel suo letargo come se nulla fosse e la chiacchierata, di nuovo, finì.

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