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in questo periodo di freddo e di raffreddori, fa’ attenzione a dove lasci il tuo naso...

il naso dimenticato

sulla panchina del parco, tra le sette e le otto, un tipo piuttosto sbadato aveva dimenticato il suo naso.

lo aveva lasciato lì, tutto solo, senza neanche dirgli ciao, o torno subito, né qualsiasi altra cosa.

passò la sera e passò la notte senza che nessuno badasse a quel povero naso abbandonato, finché alla mattina, appena dopo le sette... etcì, il naso si prese un bel raffreddore. e quando un naso si raffredda, lo sanno tutti... eeetcì, è un bel problema.

eeeeet... cì, cì, cì!

salute!

«salute un corno! – pensò il naso – sono rimasto solo, abbandonato come un calzino bucato e, per di più... etcì, raffreddato.»

con i primi raggi del sole arrivò da quelle parti anche un tipo col cappello blu, la giacca blu e la sciarpa blu anche lei ma, a guardarlo bene, senza naso.

si fermò davanti alla panchina, si guardò intorno con attenzione, per accertarsi che nessuno lo vedesse, quindi si sedette accanto al naso... eetcì!

«senti un po’ – gli disse, come se stesse parlando a un orecchio – non hai mica visto un naso aggirarsi da queste parti?»

il naso... etcì, non sapeva se essere più sorpreso o contrariato, ma siccome era già raffreddato rispose e basta:

«mi sa che più che il naso, tu hai perso gli occhi... etcì!»

«quello che cerchi – continuò – è proprio qui accanto a te! il tuo naso... etcì, sono io, non mi riconosci?… eeetcì, cì, cì, ciricì!»

«strano – fece il tipo aguzzando lo sguardo – fino a ieri il mio naso era rosa ed asciutto. tu sei arrossato ed un po’ malaticcio.»

«però – proseguì, pensando a voce alta – io di un naso ne ho bisogno comunque, perché la mia fidanzata mi dà sempre un bacino proprio sulla punta e senza naso... niente fidanzata.»

«etcì.» fece il naso per la commozione.

così il tipo si accontentò di quello, che comunque era davvero il suo naso, e se lo attaccò per benino sopra i baffi.

a casa, guardandosi allo specchio, fece un gran sorriso al suo vecchio, nuovo naso, accarezzandolo anche un po’ per riscaldarlo.

«meno male che ci sei tu – pensò – perché io, per la mia fidanzata, ho proprio perso la testa!»

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