top of page
racconto 231230.jpg

questo racconto è tratto dal libro canzoni sotto il banco

ci vuole questo, ci vuole quello...

ci vuole un tavolo

entrai nel negozio, mi guardai un po’ intorno tra rose e garofani, petunie e violette, aspettando senza fretta il mio turno. quando finalmente il fioraio mi sorrise, chiesi senza indugio.

«vorrei un tavolo.»

«un tavolo – ripetei – per sei persone, o anche otto.»

«un tavolo robusto – continuai – e semplice, senza tanti ghirigori e quelle cose lì.»

«un tavolo ovviamente di legno.» conclusi.

lui mi guardò perplesso.

«intendi un mazzo di fiori che faccia da centrotavola?»

«no, no – borbottai – un tavolo tavolo. al centrotavola ci penserò un’altra volta.»

«ma io sono un fioraio.» brontolò il fioraio, come se non lo sapessi, con tutta quella vegetazione anche dentro i cassetti, mille profumi a svolazzare nell’aria e un clima umidiccio e subtropicale.

«per fare un tavolo ci vuole il legno.» mi spiegò lui.

«per fare il legno ci vuole l’albero – aggiunsi – e per fare l’albero ci vuole il seme.»

«per fare il seme ci vuole il frutto – continuai – e per fare il frutto ci vuole un fiore.»

«quindi per fare un tavolo ci vuole un fiore – conclusi – infatti sono qui.»

il fioraio non sapeva che faccia fare, così tagliò corto dicendo che lui di tavoli non ne aveva e ancor meno aveva tempo da perdere.

me ne uscii senza tavolo, purtroppo, ma fischiettando.

e mentre fischiettavo pensai che la prossima volta sarei andato dal fruttivendolo.

bottom of page