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piano piano si avvicina l’estate, tempo di concerti, di musica e di rock!

tutti o nessuno

ultimi cinque minuti e il concerto sarebbe cominciato. ultimi istanti a cercare la concentrazione, la solitudine e l’incrocio con lo sguardo complice degli altri membri del gruppo. ultimi respiri profondi e via: otto scalini e il palco è lì, con gli strumenti ad attenderti e una scaletta studiata con cura.

saliamo.

le luci sparate negli occhi e il fumo ci impediscono di vedere alcunché, ma uno strano silenzio ci accoglie. o forse il frastuono ci ha assordato davvero, in una vertigine che ci isola dal mondo. acchiappo il mio basso, mario afferra il microfono, peppe alle tastiere e veronica alla batteria. lo sapevamo, noi tre, che era lei il vero cuore pulsante del gruppo. e lei sapeva che tutti tre eravamo almeno un po’ innamorati del suo ritmo e della sua allegria. ognuno a modo suo, ognuno senza dire nulla, che c’era il concerto e tutto il resto diventava secondario.

ma la sala era vuota. deserta. piena zeppa di nulla e di nessuno, a parte noi quattro lassù, i nostri silenzi e le nostre solitudini.

ci guardammo negli occhi, tra l’imbarazzo, la rabbia e la delusione.

nessuno.

veronica fece una rullata per spezzare il silenzio.

«ragazzi! – esclamò – meglio nessuno che pochi...»

«se non c’è nessuno, nessuno saprà che non c’era nessuno...»

tre due uno, il concerto cominciò e, tra tutti, fu forse la nostra migliore esibizione: grintosa, rabbiosa e piena di orgoglio.

tutti quelli che non c’erano non sanno cosa si sono persi...

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