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Anche per i lupi è arrivata l’estate!

il lupo innamorato

un giorno il lupo non si svegliò alle prime luci dell’alba, né nel cuore della notte o a mezzogiorno passato. non si svegliò per nulla, per il semplice fatto che non si era mai addormentato e aveva trascorso l’intera nottata con gli occhi aperti, fino all’alba e anche più in là, pensando a una lupacchiotta che aveva incontrato il giorno prima e gli aveva tolto il sonno e fatto girare la testa.

innamorato pazzo, il lupo pensò a un metodo infallibile per conquistare il suo cuore, fidanzarsi con lei e vivere felice e contento. e l’idea più gagliarda, quasi infallibile, fu di invitarla a cena.

la sera arrivò e il lupo, che già non aveva dormito la notte, non aveva mangiato per l’intera giornata, pensando a lei sia prima che dopo. aveva apparecchiato con le posate della domenica, i bicchieri del venerdì e i piatti del mercoledì; aveva chiamato la cugina carlotta per due consigli; aveva messo una rosa fresca e rossa in un vaso proprio al centro della tavola; aveva richiamato la cugina carlotta per due suggerimenti; aveva chiesto a un usignolo di accompagnare la cena con musiche romantiche e soffuse.

«altrimenti ti sbrano!» lo aveva convinto. infatti lui accettò.

la sera arrivò e la lupacchiotta bussò proprio mentre la luna e il sole si davano il cambio nel cielo. l’usignolo cominciò la prima serenata e ogni cosa se non era perfetta, lo era di più.

lui la accolse con un bicchiere di succo di mirtillo spremuto di fresco, ottimo come aperitivo, che però il lupo non assaggiò neppure, avendo un nodo alla gola per l’emozione, che a stento gli permetteva di respirare.

«buono!» ringraziò la bella, leccandosi i baffi. e si accomodò a tavola, lasciandosi servire e riverire.

come antipasto arrivarono tanti piccoli assaggi di sottobosco caldi e freddi, con foglie di rabarbaro e gocce di ruscello di montagna, che di nuovo il lupo non riuscì a mangiare, impegnato com’era a servire una cosa dopo l’altra nell’ordine che aveva studiato, cercando di tremare il meno possibile per l’emozione.

«buono!» esclamò la bella, che non lasciò nemmeno una briciola nel piatto.

per primo un piattone di tagliatelle con tutti i funghi del mondo, due foglie di prezzemolo, una bacca di ginepro e un rametto di rosmarino, di cui lui sentì a mala pena il profumo, perso com’era negli occhi della bella.

«buono!» disse lei, che avrebbe pure fatto il bis e il tris.

per secondo un polpettone, che pareva una torta nuziale, con patate fritte di contorno, patate arrosto, patate così e patate cosà, che nemmeno alla cugina carlotta era mai venuto così bene, ma il lupo non fece in tempo a posare il vassoio e sedersi al suo posto che quella aveva già ingurgitato ogni cosa e se non stava attenta mandava giù pure la forchetta e il tovagliolo. però era bella, bellissima! e il lupo si saziò di quella angelica visione.

«buono!» deglutì lei, gorgogliando un po’.

per dolce torta di fragole e cioccolato, con panna sopra e sotto, lamponi e amarene, nocciole e pistacchi, più altri mille ingredienti che sono segreti e sanno solo il lupo e la cugina carlotta.

ora, va da sé che di nuovo la lupacchiotta sbranò ogni cosa e disse buono!

invece no...

anzi, sì, sbranò ogni cosa e poi...

«ottimo!» esclamò. e sfoderò un sorriso di quelli, che se il lupo non fosse stato già innamorato da un pezzo si sarebbe innamorato in quel momento lì.

innamorato e piuttosto affamato, non avendo assaggiato nemmeno mezzo boccone per tutta la sera, avendo lavorato tutto il giorno ed essendo stato sveglio tutta la notte.

i due si guardarono l’un l’altro. dopo una cena così lei aveva messo su un paio di chili qua e là, ma continuava a mantenere un fascino ammaliante. lui i due chili li aveva persi, o forse di più, per la fatica e per tutto il resto.

«ci starebbe pure un frappè alla banana!» gli sussurrò lei in un orecchio.

il lupo, incredulo, barcollò, diede un ultimo sguardo innamorato, poi cadde sul pavimento più svenuto che mai.

la lupacchiotta si pulì bene con il tovagliolo, si alzò da tavola, diede un bacio sulla punta del naso del lupo stramazzato e se ne andò, sperando in cuor suo di ricevere presto un altro invito così. questa volta, magari, con il frappè.

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