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volo da te!

era un mattino soleggiato di fine dicembre quando, lungo la spiaggia di long beach, la giovane amelia – meeley per gli amici – si lasciò convincere dal fascinoso pilota frank a farsi un giretto con lui...

vado a quel paese

pare che a loculi (nuoro) gli abitanti alla sera accendano un cero, al posto delle lampadine... sarà vero? lo chiederò al sindaco di camposanto (modena) che di loculi ne ha in ogni angolo e di ceri, cerini e cerette pure...

il caldo che prese freddo

il caldo si svegliò che il sole era ormai alto e la temperatura – buon per lui – quasi torrida. sorrise e si apprestò a trascorrere qualche ora in allegria. verso sera, però, il freddo arrivò con le sue gelide folate di vento...

pronto, chi parla?

essere i primi deve essere una bella sensazione, che si amplifica guardando negli occhi chi primo non è e magari arriva secondo, o terzo, arrancando, o con gli altri, chissà quando, o troppo tardi, come molti...

un paesino ancora più ino

ai tempi di prima o poie senz’altro più prima che poi, esisteva qui vicino il paese più piccolo del mondo. pensa che il sindaco di quel paese era alto sì e no, ma più no che sì, un metro e quarantatré...

il sassofono di silvia

silvia suonava il sassofono: un sinuoso sax tenore, con le curve al punto giusto, i tasti a portata di polpastrello e l’ottone lucido e luccicante. suonava il sassofono, silvia, ma non bisogna dirlo troppo in giro...