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sul pianeta plonk

la vita non era facile sul pianeta plonk, intorno alla stella plenk, nella galassia plunk, dove il giorno durava ventiquattro mesi, la notte ventiquattro minuti e gli orologi facevano cucù, non perché erano orologi a cucù...

l'albero

non passava estate che michele non trascorresse almeno qualche giorno al suo paese, che in realtà era più il paese dei suoi. lui, che lì era nato, per poi crescere altrove, non lo sentiva così proprio...

al centro del centro del mondo

a guardarlo dal cielo, lo stadio maracanã era un cerchio perfetto, che nemmeno giotto in persona sarebbe stato capace di fare una cosa altrettanto grande e altrettanto bella...

buonasera di mattina

al mattino la tivù del mattino non trasmetteva gran che. anzi, non trasmetteva nulla di nulla, per essere precisi e pignoli, a parte una strana immagine a quadretti chiamata monoscopio, che...

volo da te!

era un mattino soleggiato di fine dicembre quando, lungo la spiaggia di long beach, la giovane amelia – meeley per gli amici – si lasciò convincere dal fascinoso pilota frank a farsi un giretto con lui...

vado a quel paese

pare che a loculi (nuoro) gli abitanti alla sera accendano un cero, al posto delle lampadine... sarà vero? lo chiederò al sindaco di camposanto (modena) che di loculi ne ha in ogni angolo e di ceri, cerini e cerette pure...