
questa storia è dedicata a chi cambia spesso idea. anzi no...
racconto ai piccoli il mondo dei grandi
ai grandi il mondo dei piccoli
racconto ai piccoli il mondo dei grandi
ai grandi il mondo dei piccoli

a chi nel 1905 acquistò gli annalen der physik del 21 novembre capitò di leggere per primo la celebre teoria della relatività ristretta di albertino einstein... e capirci abbastanza fu già un bel successo
ma quanto mi ami?
il giovane albert aveva finalmente trovato una fidanzata. che non era proprio la sua fidanzata, ma non era nemmeno più una ragazza qualsiasi, da quando il loro sguardo si incrociò alla velocità della luce e nulla fu più come prima.
l’aveva invitata a cena quella sera, il giovane albert, in un modo non troppo romantico, ma nemmeno eccessivamente impacciato, tanto da sorprendere sia lei che lui. l’avrebbe portata in un ristorante raffinato e – crepi l’avarizia! – nessuna cifra sarebbe stata troppo alta per lei, ancorché probabilmente nemmeno troppo bassa per lui. le avrebbe offerto un fiore e una scatola di cioccolatini, oppure un mazzo di fiori e un cioccolatino soltanto...
per tutto il giorno albert pensò a come vestirsi: una giacca elegante, ma non troppo, una camicia chiara al buio e scura alla luce, dei pantaloni comodi al punto giusto, un cappello più così che cosà, ma anche più cosà che non so. e ogni tanto si fermava a sognare ad occhi aperti il viso angelico della sua bella, il suo sguardo e il suo sorriso. ma che dico, bella... bellissima era, straordinaria, la più bella del reame e guai al primo specchio che osasse insinuare il contrario.
temendo di arrivare tardi, il giovane albert giunse alla porta della fidanzata con un’ora di anticipo, che trascorse agitandosi e guardando mille volte le lancette di quei minuti che non passavano più. finché finalmente suonò il campanello e aspettò per un’altra mezzora il prevedibile ritardo di lei.
si baciarono persino, i due. non certo sulle labbra – giammai! – ma nemmeno proprio sulla guancia e la testa di albert cominciò a girare, o forse era il mondo che ruotava intorno a lui tra mille suoni di violino...
al ristorante le accostò la sedia, la fece accomodare, ordinò per lei, le versò il vino, contò fino al sette, accennò un sorriso, tamburellò nervosamente sul tavolo, finché fu lei, finalmente, a rompere il ghiaccio.
«mi ami? – lo interrogò – ma quanto mi ami?!»
alla prima domanda stava per rispondere sì con decisione e persino una certa incosciente sicurezza, il giovane albert, ma fu la seconda a bloccarlo, con le vocali e le consonanti ad aggrovigliarsi in gola. come sarebbe, quanto? quanto rispetto a cosa? quanto basta era troppo, come a volte capita con il sale? quanto dove? quanto come? quanto perché?!
alla fine non rispose, albert, ma cercò nervosamente nelle tasche una matita mordicchiata e un pezzo di carta, su cui scrisse, tremando, e=mc2.
«tanto così!» esclamò, porgendole il biglietto. e la bella svenne, se per rabbia o per amore, nessuno lo sa.