
questa storia è dedicata a chi cambia spesso idea. anzi no...
racconto ai piccoli il mondo dei grandi
ai grandi il mondo dei piccoli
racconto ai piccoli il mondo dei grandi
ai grandi il mondo dei piccoli

questo racconto è tratto dal libro canzoni sotto il banco
il nuovo anno comincia così
ci vuole un tavolo
entrai nel negozio, mi guardai un po’ intorno tra rose e garofani, petunie e violette, aspettando senza fretta il mio turno. quando finalmente il fioraio mi sorrise, chiesi senza indugio.
«vorrei un tavolo.»
«un tavolo – ripetei – per sei persone, o anche otto.»
«un tavolo robusto – continuai – e semplice, senza tanti ghirigori e quelle cose lì.»
«un tavolo ovviamente di legno.» conclusi.
lui mi guardò perplesso.
«intendi un mazzo di fiori che faccia da centrotavola?»
«no, no – borbottai – un tavolo tavolo. al centrotavola ci penserò un’altra volta.»
«ma io sono un fioraio.» brontolò il fioraio, come se non lo sapessi, con tutta quella vegetazione anche dentro i cassetti, mille profumi a svolazzare nell’aria e un clima umidiccio e subtropicale.
«per fare un tavolo ci vuole il legno.» mi spiegò lui.
«per fare il legno ci vuole l’albero – aggiunsi – e per fare l’albero ci vuole il seme.»
«per fare il seme ci vuole il frutto – continuai – e per fare il frutto ci vuole un fiore.»
«quindi per fare un tavolo ci vuole un fiore – conclusi – infatti sono qui.»
il fioraio non sapeva che faccia fare, così tagliò corto dicendo che lui di tavoli non ne aveva e ancor meno aveva tempo da perdere.
me ne uscii senza tavolo, purtroppo, ma fischiettando.
e mentre fischiettavo pensai che la prossima volta sarei andato dal fruttivendolo.