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questo racconto è tratto dal libro mille giri del mondo

da qualche giorno è uscito il libro mille giri del mondo

il giro del mondo con un fiore

come in molti altri campi – dall’arte, alle scienze, alla guerra – anche la navigazione è stata per secoli impedita alle donne, che se ne dovevano stare a casa ad attendere il ritorno dei loro mariti e figli, quando tornavano, come tante penelopi con la tela o senza.

la giovane e baldanzosa francese jeanne baret, però, non si rassegnò e l’idea vincente le venne in mente probabilmente mentre leggeva delle imprese sportive durante i giochi olimpici dell’antichità.

ti chiederai cosa c’entri olimpia con un giro del mondo, ma se ci pensi, anche allora – correva l’anno 776 a.c. – alle donne era vietato partecipare. tuttavia alcune, particolarmente temerarie, si travestirono da maschietti e gareggiarono, spesso vincendo, contro i maschioni veri.

ecco che allora jeanne si tagliò i capelli, incurante delle acconciature e dei boccoli del settecento, infilò un cappello, una camicia larga e comoda, dei bei pantaloni e nessuno più la riconobbe. presentandosi come jean, diventò assistente botanica del naturalista philibert commerson, di cui era stata fino ad allora cameriera e governante. con lui salpò a bordo della corvetta étoile, per partecipare al giro del mondo, progettato dall’ammiraglio louis-antoine de bouganville, navigatore, esploratore e matematico.

il travestimento presto o tardi venne scoperto, ma ormai si era in alto mare e nessuno ebbe il coraggio di buttare la poveretta in pasto ai pescecani, anzi, il cuore di monsieur commerson – pare – cedette ben presto ai sentimenti e – pare – l’amore sbocciò. o forse era già sbocciato quando jeanne era jeanne e non jean.

il viaggio di bouganville, commerson e della nostra jeanne baret fu un successo, ma certamente non una passeggiata.

su incarico di re luigi xv, salparono dal porto di brest il 5 di dicembre del 1766 per raggiungere rio de janeiro e la città di montevideo, nell’odierno uruguay. attraversarono lo stretto di magellano e scoprirono tra le tempeste che l’oceano pacifico non è pacifico per nulla, poi approdarono a tahiti, in polinesia, nell’aprile del 1768.

raggiunta l’isola mauritius, nell’oceano indiano, commerson e jeanne sbarcarono, abbandonando la spedizione e la ciurma, un po’ gelosa, un po’ invidiosa della loro storia. e tanti saluti.

bella, come storia d’amore, su un’isola sperduta. ma il giro del mondo?! non è di quello, che stiamo parlando?

beh, i due rimasero in luna di miele per qualche anno, finché lui morì e il cuore di lei fu ben presto acchiappato da un ufficiale francese, tale jean dubernat. jean come il suo nome finto. jeanne & jean: non è bello?! i due si sposarono nel 1774 e insieme ripresero il mare per raggiungere l’amata francia e far concludere a lei, sorridendo, il giro del mondo.

l’ammiraglio bouganville il suo giro lo aveva completato cinque anni prima e ogni tanto se ne stava in giardino, magari proprio sotto una sua omonima bouganville. in questi casi il pensiero non poteva non volare a lei, chissà dove nell’oceano... quando la rivide la accolse con gioia, testimoniando a suo favore di essere stata la prima donna ad aver circumnavigato il globo terracqueo.

© andrea valente
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